• Guardiola alla Juve per 24 milioni l'anno, il 4 giugno si firma accordo
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    Guardiola alla Juve per 24 milioni l'anno, il 4 giugno si firma accordo

    Articolo aggiornato alle ore 9,00 del 23 maggio 2019.La Juventus e Pep Guardiola avrebbero raggiunto un accordo che impegnerebbe l'allenatore con i bianconeri per quattro anni con un compenso di 24 milioni di euro a stagione. Secondo quanto apprende l'AGI, la firma è prevista per il 4 giugno. Venerdì 14 poi la presentazione ufficiale, giorno in cui, casualità, i tour per visitare l'Allianz Stadium con il relativo Juventus Museum sono stati improvvisamente e misteriosamente sospesi. I colpi a sorpresa stanno ormai diventando un marchio di fabbrica della gestione Agnelli/Paratici, basti pensare all'arrivo di Cristiano Ronaldo la scorsa estate, tant'è che le quotazioni delle agenzie di scommesse sul prossimo tecnico della Juve riguardo mister Guardiola sono precipitate. Di ufficiale ancora non c'è nulla, e su Internet i tifosi continuano a discutere su chi siederà sulla panchina della Juve. Lo stesso Guardiola proclama che si trova benissimo con il Manchester City e che vuol restare nel club col quale ha vinto la Premier League. Già ieri il nome dell'allenatore spagnolo aveva acceso l'entusiasmo dei tifosi dopo una stories pubblicata da Miralem Pjanic sul suo profilo Instagram. Il centrocampista bosniaco, immortalando un paesaggio marino, aveva soffermato la camera su una scritta presente in un molo: Joseph. Proprio il nome di battesimo di Guardiola.

  • Gemelli Trushi in tribunale: sono accusati di furti in tutta Italia
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    Gemelli Trushi in tribunale: sono accusati di furti in tutta Italia

    Edmond ed Eduard Trushi, gemelli originari dell'Albania, sono sotto processo a Rovigo: hanno compiuto furti in tutta Italia.

  • Germania, licenziata una dipendente: girava video hard sul treno
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    Germania, licenziata una dipendente: girava video hard sul treno

    Una dipendente di una compagnia ferroviaria tedesco è stata licenziata: girava filmini hard sul treno dopo il lavoro.

  • Torino, non trova lavoro perché “sembra un uomo”: lo sfogo sui social
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    Torino, non trova lavoro perché “sembra un uomo”: lo sfogo sui social

    Diversi titolari di locali si sono rifiutati di assumere Catia per il suo aspetto. Lo sfogo della ragazza su Facebook non è passato inosservato.

  • Roma, preso lo sciacallo che rubò il portafogli al ciclista morto in un incidente
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    Roma, preso lo sciacallo che rubò il portafogli al ciclista morto in un incidente

    È stato individuato il responsabile del furto del portafoglio che era statorubato alla vittima di un incidente mortale avvenuto a Roma

  • Eliana Michelazzo: “Soccorsa nella notte in condizioni critiche”
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    Eliana Michelazzo: “Soccorsa nella notte in condizioni critiche”

    Nella serata appena trascorsa Eliana Michelazzo ha avuto un malore e le sue condizioni sono state descritte da Selvaggia Roma come “critiche”.

  • Muore in un incidente, i genitori prelevano il suo seme per avere dei nipoti
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    Muore in un incidente, i genitori prelevano il suo seme per avere dei nipoti

    Il giudice John Colangelo ha affermato che non esistono leggi federali che impedirebbero ai genitori del giovane di procedere.

  • L'Eredità, la gaffe della concorrente sulla parola "abbarbicati" (VIDEO)
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    L'Eredità, la gaffe della concorrente sulla parola "abbarbicati" (VIDEO)

    L’Eredità, il quiz preserale di Raiuno che incolla sempre milioni di telespettatori davanti ai teleschermi, riserva sempre grandi sorprese e momenti di ilarità. I concorrenti che partecipano al popolare game show dimostrano spesso grande bravura e perspicacia, portando a casa anche montepremi consistenti, in altri casi invece commettono gaffe clamorose, che fanno ben presto il giro del web.

  • Epatite da integratori curcuma, in Toscana 4 casi su 10
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    Epatite da integratori curcuma, in Toscana 4 casi su 10

    Il Centro regionale toscano di farmacovigilanza, in stretta collaborazione con il Centro di riferimento regionale toscano per la fitoterapia e l'Istituto superiore di sanità, sta approfondendo lo studio di possibili effetti epatici associati all'uso di integratori alla curcuma, dopo che "l'Istituto superiore di sanità - sottolinea la Regione in una nota - ha segnalato negli ultimi giorni almeno 10 casi di epatite colestatica acuta, non infettiva e non contagiosa, riconducibili al consumo di integratori alimentari a base di curcuma. Al momento attuale, 4 di questi casi si sono verificati in Toscana. Tutti i casi si sono risolti favorevolmente". Il sito del ministero della Salute - ricorda la Regione Toscana - riporta in una nota il nome dei prodotti implicati e in alcuni casi anche i lotti, aggiungendo che sono in corso verifiche sul territorio da parte delle autorità sanitarie. Dal momento che i casi sembrano essersi verificati con prodotti di ditte differenti, "una delle ipotesi attualmente allo studio è che questi possano essere stati realizzati con una materia prima comune contaminata con sostanze epatotossiche. Per questa ragione - si legge nel comunicato regionale - si consiglia di sospendere l'assunzione di qualunque integratore a base di curcuma, nell'attesa di un chiarimento da parte delle agenzie regolatorie".

  • Non pagare il pedaggio, attenzione ai furbetti!
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    Non pagare il pedaggio, attenzione ai furbetti!

    Non pagare il pedaggio autostradale si può?

  • Cecilia Rodriguez in intimo: il gesto hot su Instagram
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    Cecilia Rodriguez in intimo: il gesto hot su Instagram

    La Stories realizzata dal fidanzato Ignazio Moser non è passata inosservata e i followers si sono scatenati.

  • Banksy espone anonimo in piazza a Venezia, vigili lo mandano via
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    Askanews

    Banksy espone anonimo in piazza a Venezia, vigili lo mandano via

    "Per qualche motivo non mi hanno mai invitato alla Biennale"

  • Bagaglio a mano, Ryanair cambia le regole: come funziona
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    Viaggiamo

    Bagaglio a mano, Ryanair cambia le regole: come funziona

    La Ryanair ha applicato delle nuove regole sul bagaglio a mano senza darne una comunicazione ufficiale. Ecco cosa bisogna sapere.

  • Il cimitero subacqueo giapponese della Seconda Guerra Mondiale
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    Il cimitero subacqueo giapponese della Seconda Guerra Mondiale

    La scoperta del cimitero subacqueo avvenne nel 1969, grazie a Jacques Cousteau: il sito è considerato una tomba di guerra giapponese.

  • Al collasso l'impero dello chef Jamie Oliver
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    Al collasso l'impero dello chef Jamie Oliver

    Solo 3 ristoranti su 25 non verranno chiusi e più di 1.000 persone perderanno il lavoro. E' un impero ormai al collasso, con una procedura fallimentare avviata quello del noto chef britannico Jamie Oliver che ha detto di essere "profondamente rattristato" si legge sul 'Guardian'. La sua avventura era iniziata nel 2002 con l'apertura di Fifteen a Londra.  Ora, a quanto pare, solo i suoi tre punti vendita dell'aeroporto di Gatwick rimarranno operativi mentre gli amministratori cercano un acquirente. Il 43enne chef inglese innamorato dell'Italia ha ringraziato il personale e i fornitori che hanno "messo il cuore e l'anima in questa attività" mentre con le sue catene provava a fare un cambiamento: "Abbiamo lanciato Jamie’s Italian nel 2008 con l’intenzione di cambiare la ristorazione in Inghilterra, con ingredienti di qualità superiore, grazie a un team straordinario che ha condiviso la mia passione per l’ottimo cibo. E abbiamo fatto esattamente questo".  Il Jamie Oliver Restaurant Group, che comprende 22 punti vendita della catena Jamie’s Italian, il suo primo ristorante londinese Fifteen, la steak-house Barbecoa, sempre a Londra, e Jamie’s Diner all’aeroporto di Gatwick, ha nominato KPMG come amministratori. Quanto sta accadendo non è comunque un fulmine a ciel sereno: i guai erano iniziati due anni fa quando il boom che aveva fatto crescere il numero di ristoranti della catena di un quarto in 5 anni si era interrotto bruscamente. Nel 2017 aveva chiuso l'ultimo dei suoi ristoranti Union Jacks nonché il suo magazine di cucina Jamie, pubblicato da quasi 10 anni. Nel 2018 le vendite di Jamie's Italian sono calate di circa l'11%, con la chiusura di 12 ristoranti e il licenziamento di 600 persone. Oliver è noto per i suoi libri e per il programma tv Naked Chef, trasmesso in dozzine di paesi, dopo essere andato in onda nel Regno Unito per la prima volta 20 anni fa. Lo chef si è battuto per un'alimentazione più sana, anche nelle mense scolastiche.

  • Guy Verhofstadt: "Dietro Salvini c'è la cospirazione di Putin"
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    Guy Verhofstadt: "Dietro Salvini c'è la cospirazione di Putin"

    Guy Verhofstadt crede a un complotto guidato da Mosca per distruggerel'Europa

  • Sembra che la Brexit abbia davvero fatto perdere la testa ai politici britannici
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    Sembra che la Brexit abbia davvero fatto perdere la testa ai politici britannici

    Il giorno più surreale per la Gran Bretagna è arrivato: il Paese voterà per il Parlamento di quell'Ue dal quale ha deciso di uscire ma non riesce a farlo, tre anni dopo il referendum, e nel pieno di un caos che vede un 'golpe' dei ministri contro la premier e la produzione industriale in caduta libera.L'obiettivo principale di Tory e Labour sembra diventata Theresa May, che, nonostante le sconfitte incassate negli ultimi mesi, resta ancorata a Downing Street. In serata sono arrivate le dimissioni di Andrea Leadsom, ministro per i rapporti con il Parlamento. E' il 36esimo membro a lasciare l'esecutivo May, il 21esimo per dissensi sulla Brexit, e la fronda si starebbe allargando.Una pattuglia di ministri pro-Brexit avrebbe chiesto un incontro urgente alla May "per discutere del suo futuro". Downing Street ha chiarito che, per oggi, non è in programma nessun incontro di Gabinetto, ma non è escluso che esponenti del governo conservatore chiedano alla premier di incontrarla individualmente."Ci sono molti incontri che vanno avanti", ha detto una fonte al Mail Online, "si stanno considerando diverse opzioni: May potrebbe non durare altre 24 ore". Lei, definita spesso 'immortale' dalla stampa, ha fatto sapere che non si dimetterà stasera e domani probabilmente incontrera' il ministro degli Esteri, Jeremy Hunt, che si era opposto all'ennesimo piano della premier per la Brexit insieme con il titolare dell'Interno, Sajid Javid, il ministro per la Scozia, David Mundell e la nuova titolare della Difesa, Penny Mordaunt.Quel piano, Theresa May lo aveva presentato accompagnandolo con esortazioni apocalittiche. "Respingete" il disegno di legge per attuare la Brexit (Withdrawal Agreement Bill) "e avremo davanti divisione e stallo", ha detto, ma le dieci modifiche fatte non hanno convinto né, il Labour che il Tory.May ha confermato che il Withdrawal Agreement Bill sarà pubblicato venerdi'; l'idea della premier sarebbe quello di portare il testo al voto dei Comuni i primi di giugno. La premier britannica ha lanciato un ultimo, disperato appello personale al capo dell'opposizione, Jeremy Corbyn. Il leader laburista, ieri, aveva accolto con un sonoro "no" le aperture - tra cui un secondo referendum e la permanenza temporanea nell'unione doganale - avanzate dal governo conservatore, nel tentativo di sbloccare l'impasse sulla ratifica in Parlamento dell'accordo di divorzio da Bruxelles."Chiedo anche a te - ha scritto May a Corbyn - di scendere a un compromesso, così da poter realizzare quanto entrambi i nostri partiti hanno promesso nei propri manifesti". "Sulle questioni fondamentali - unione doganale, mercato e protezioni ambientali - si tratta - ha reagito Corbyn - di un rimaneggiamento dello stesso vecchio, cattivo accordo, respinto tre volte dal Parlamento".Corbyn ha, comunque, promesso di "valutare in modo serio" i dettagli del nuovo piano May, quando saranno pubblicati in modo completo, nei prossimi giorni. Dal canto suo l'Ue ha fatto sapere, con il portavoce della Commissione, Margaritis Schinas: "Seguiamo gli eventi a Londra da vicino e in modo paziente".Le ricadute di questo clima di incertezza giungono sul mercato azionario e sul valore della sterlina, ma a toccarne con mano le conseguenze sono prima la produzione industriale (ieri le stime davano gli ordini del manifatturiero in forte diminuzione) e i lavoratori britannici.Il giorno dopo l'annuncio della chiusura della catena di ristorazione Jamie Olivier, che lascia a casa 1.300 lavoratori, è il gruppo siderurgico britannico British Steel a dichiarare di aver avviato la procedura d'insolvenza, sotto il controllo d'un curatore fallimentare governativo; la mossa mette a rischio 5 mila posti di lavoro, in modo diretto, e altri 20 mila nella filiera dei fornitori. British Steel, secondo maggiore produttore di acciaio del Regno Unito, aveva chiesto al governo 75 milioni di sterline per gestire la crisi.

  • Carlo Conti prima e dopo: il conduttore è irriconoscibile
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    Carlo Conti prima e dopo: il conduttore è irriconoscibile

    Guardando una fotografia del presentatore Rai Carlo Conti prima e dopo, si nota una grande differenza. Lo confermano le immagini dei paparazzi.

  • Strage Bologna, parla l'amica di Maria: "Vicine, poi è scomparsa"
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    Strage Bologna, parla l'amica di Maria: "Vicine, poi è scomparsa"

    “Maria era di fronte a me, a Verdiana e alla bambina, la piccola Angela. Noi eravamo sedute. Lei era lì davanti, in piedi. Poi ci fu l’esplosione. Svenni. E quando riaprii gli occhi solo Maria non c’era più. Era scomparsa. Verdiana e la bambina erano a terra, di spalle. Immobili”. Silvana Ancillotti è una signora gentile, ancora fortemente provata dal suo passato. Seduta sul divano color crema della sua casa, parla a bassa voce. Il tono è educato e garbato. Tornare a quel 2 agosto dell’80, ricordare, le costa uno sforzo immenso, schiacciante. Ma accetta di fare questo viaggio a ritroso nel tempo. Nell’appartamento al terzo piano di una palazzina in tinta a ridosso dello Stadio comunale di Poggibonsi, la luce del pomeriggio filtra appena dalle tapparelle semiabbassate mentre cerca di riconnettere i ricordi di 39 anni fa quando, 22enne, venne investita dall’esplosione della bomba della strage di Bologna nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione dove stava attendendo, assieme alle sue amiche, Verdiana Bivona, 22 anni, e Maria Fresu, 23 anni, e alla figlia di quest’ultima, la piccola Angela, 3 anni, il treno che avrebbe dovuto portarle in vacanza a Rovereto. Lei è l’unica che si è salvata. Silvana Ancillotti ricorda nitidamente l’esplosione. Violenta, Improvvisa, mentre stava chiacchierando con le sue due amiche nella sala d’aspetto. Si risvegliò sotto un cumulo di macerie. Tutti, attorno a lei, urlavano. Fece per chiudere le braccia che aveva aperte, a croce, ma non rispondevano. Con grande fatica le sollevò. Lentamente si guardò intorno. E vide la sua amica, Verdiana Bivona. La riconobbe dalla camicetta. Era di spalle, immobile. Poco più in là c’era la piccola Angela Fresu, tre anni, figlia di Maria, l’altra amica di Gricciano di Montespertoli con cui si era si era messa in viaggio da Empoli per raggiungere Bologna e, quindi, Rovereto in treno. Anche la bimba era di spalle. Neanche lei si muoveva.  “Aiutate le mie amiche” si sforzò di chiedere Silvana Ancillotti con un filo di voce ai soccorritori che le erano già attorno. Cercò con gli occhi Maria Fresu. Ma di lei non c’era traccia. Era praticamente scomparsa. Una cosa inspiegabile sotto tutti i punti di vista. Silvana è sopravvissuta. Verdiana Bivona e Angela Fresu sono morte, decedute per lesioni da schiacciamento. Maria era a circa un metro di distanza, in piedi, e si è volatilizzata. Neanche alle altre vittime molto più vicine all’ordigno è accaduta una cosa del genere. Ferite gravissime e mortali sì, ma non scomparse per disintegrazione. Alcuni giorni dopo la strage, sotto al treno fermo al binario 1, venne ritrovato un lembo facciale e alcuni capelli sui quali sono tuttora in corso gli esami esplosivistici dei periti incaricati dalla Corte di Assise di Bologna che sta processando, per la strage, l’ex-terrorista dei Nar, Gilberto Cavallini. La difesa di Cavallini ha chiesto anche una perizia del Dna su quei resti attribuiti a Maria Fresu da un medico legale con una perizia molto controversa ed esumati nelle scorse settimane dal cimitero di Montespertoli. Oggi la Corte d’Assise di Bologna l'ha accordata: l'esame del Dna si farà e chiarirà finalmente ogni dubbio sull'identità di quei resti, ma forse aprendo un nuovo e più inquietante interrogativo: se non appartengono alla Fresu, potrebbero quei resti appartenere a una ottantaseiesima vittima mai identificata ? Ricorda dove vi incontraste con le sue amiche quel giorno per partire?  “Ci incontrammo a casa di Maria, prima di Montespertoli. Eravamo, io la mia amica Verdiana, Maria e la bambina, Angela. Il fratello di Maria ci accompagnò alla stazione di Empoli. Siamo partite da lì per Bologna, dove avremmo dovuto poi prendere la coincidenza che ci avrebbe portato a Rovereto”.  Conosceva la famiglia di Maria Fresu?  “Si, ero già stata a casa loro. Maria aveva un fratello e sei sorelle. Non ci siamo più rivisti con loro”. All’epoca vi frequentavate con Maria?  “Qualche volta, non proprio tutte le settimane, una volta ogni tanto”. Maria aveva questa bambina, Angela. “So che Maria viveva, con lei, a casa dei suoi genitori. Conoscevo i fratello, i genitori, la bambina. Il papà della bimba non l’ho mai conosciuto”. Lei che lavoro faceva all’epoca? “Lavoravo nelle confezioni”. E Maria come la conobbe?  “Tramite Verdiana con la quale ci conoscemmo quando avevamo 16-17 anni”. Abitavate nello stesso paese?  “Diciamo che con Verdiana abitavamo vicino. Verdiana abitava vicino Montespertoli, 6-7 chilometri dal paese. Io, all’epoca, abitavo a Cambiano. Con Verdiana ci vedevamo il sabato, la domenica”. A un certo punto avete deciso di organizzare questo viaggio insieme…  “Sì, si doveva andare in montagna, a Rovereto”. Vi siete incontrate diverse volte con le sue amiche per organizzare questo viaggio?  “No, no. Lo organizzammo la settimana prima. Sono passati così tanti anni…39 anni ci stanno… Mi piacerebbe andarci….sono stata il primo anno…” A Rovereto?  “No, a Bologna…” Non c’è più tornata?  “Lì alla stazione ci son stata una volta…Sono andata a Bologna a parlare con l’avvocato e sono andata alla stazione. Adesso sembra tutto cambiato. La sala d’aspetto sembra più piccola...molto più piccola. Hanno lasciato solo dove c’è la lapide, solo un pezzo. E basta. Io me la ricordo molto grande, grandissima”. Voi vi trovavate lì nella sala d’aspetto quando esplose la bomba. “Si, quando è successo, sì, eravamo lì”. Lei si ricorda dove si trovava esattamente? “Son passati così tanti anni… Comunque siamo entrate lì perché s’aspettava la coincidenza. Perché doveva ancora arrivare il treno. Poi ci siamo messe lì a sedere. Mi pare sulla sinistra”. In quale punto vi trovavate esattamente?  “Sì, ricordo, c’erano delle panche…” All’epoca c’era anche questo cartellone con la foto, se si ricorda.  “Si, si. Eravamo sedute sulle panche e vedevamo, in lontananza, altre panche. Eravamo di spalle alla porta (che, dal marciapiede del binario 1, fa accedere alla sala d’aspetto, ndr)”. Quindi avevate i binari alle spalle?  “Si. Era come se si stesse più in fondo…” Quindi stavate sedute più lontane dai binari?  “Si, si”. Non eravate sedute subito a sinistra, sulla parete di sinistra entrando rispetto alla porta?  “No, no. Eravamo sedute più in dentro. Siamo entrate e ci siamo messe a sedere più dentro”. Sapevate già che il treno era in ritardo? “Si, andammo a chiedere. Poi andammo nella sala d’aspetto. Quando ci fu l’esplosione eravamo tutte insieme lì”. Quando è successo voi stavate tutte sedute?  “No. Eravamo sedute io, la mia amica Verdiana accanto a me e, poi, la bambina. Maria era in piedi, di fronte a noi”. Maria quanto era distante da voi? “Ma, poco, circa un metro”. Ed era girata verso di voi quando è successo il fatto? “Quello non glielo so dire. Perché poi fu un attimo. Io mi ricordo che vedevo tante panche davanti a me. Le vedevo in lontananza, ecco, tutte queste panche”. Li vedevate i binari? “No, da come eravamo sedute no, eravamo come di spalle ai binari”. Eravate sedute spalle ai binari, quindi? “Si, si. Vedevo questa sala d’aspetto enorme. Ora sembra piccola...” Avevate le valigie con voi? “Si, sì”. Erano accanto a voi queste valigie? “Sì, perché dovevamo aspettare la coincidenza quindi le avevamo con noi. Tornai poi a riprendere la mia valigia quando uscii dall’ospedale”. E l’ha ancora? “No, l’ho buttata, assieme a quello che c’era dentro. E’ passato tanto tempo. Anche i Fresu ripresero la valigia di Maria”. Torniamo al momento in cui chiedeste notizie sul treno “Andammo tutte insieme a chiedere della coincidenza. A che ora ci sarebbe stato il treno che ci avrebbe portato là, a Rovereto. Ma, poi, quando è successo il fatto eravamo tutte lì dentro la sala d’aspetto, insomma. Maria era in piedi di fronte a noi e noi eravamo a sedere”. Quindi quando è esplosa la bomba Maria stava a neanche un metro da voi? “Sì, eravamo tutte lì insieme, vicine. E mi ricordo queste porte della sala d’aspetto immense”. Voi siete entrate nella sala d’aspetto dai binari? “Sì, mi sembra di sì”. Il vostro treno era in ritardo mi ha detto?  “Sì, una venticinquina di minuti, forse. Se no non ci si sarebbe trovate lì”. Voi stavate chiacchierando quando è esplosa la bomba? “Sì, si”. Prima dell’esplosione, lei ha sentito qualche piccolo botto precedere il botto più forte? “No, io ho sentito questo gran boato. E, poi, chiamai Verdiana”. Ma lei svenne quando esplose la bomba?  “Sì, sì. Mi sono poi risvegliata sotto le macerie. Ho chiamato Verdiana. Mi ricordo che spingevo con le mani lentamente. Le mani non riuscivano a… come se le braccia si muovessero a fatica, in maniera non spontanea. E, poi, fu come un risveglio. Mi sono risvegliata sotto le macerie. Avevo accanto altre persone. Poi vidi la mia amica Verdiana. E la bambina. Chiesi subito soccorso. Non so quanto tempo sarà passato”. Le persone che erano accanto a lei erano vive? “Beh, io vidi questo signore che aveva le gambe a brandelli. Poi chiesi aiuto per le mie amiche. Verdiana la riconobbi dalla maglietta. Non si muoveva. Poi c’era anche vicino la bambina. Anche lei immobile. Però Maria no. No, lei non la vidi….Verdiana non era tanto distante da me, era di spalle, però la riconobbi dalla maglietta. E poi vidi la bambina di Maria”. Quindi c’erano altre persone accanto a voi? “Io vidi questo signore, non lo vidi in faccia, solo la gamba”. Vide altre persone accanto a lei che chiedevano aiuto?  “Sì, sì, sentivo rumore”. Quando si risvegliò già c’erano i soccorsi accanto a lei?  “Sì, quando mi risvegliai vidi molta gente che veniva a darci soccorso. Mi dissero: “ora aiutiamo lei”. Diedi loro il numero del telefono dei miei vicini di casa perché noi, all’epoca, non avevamo telefono. Mi ricordavo addirittura il telefono della famiglia che era lì vicino casa nostra. Ai soccorritori dissi subito: “aiutate le mie amiche!” Poi fui portata via e ricoverata all’ospedale Maggiore. E questa cosa di non vedere Maria non se l’è mai spiegata? “No, infatti, non me la sono mai spiegata perché poi eravamo tutte vicine”. Quando lei stava parlando con Maria, prima dell’esplosione, ricorda se c’era altra gente dietro Maria? “Sì, c’erano diverse persone”. E quando lei ha chiesto aiuto l’hanno portata via subito? “Sì, si, ci portarono via subito”. C’erano altre persone che venivano estratte dalle macerie? “Sì, sì. Però vidi solo Verdiana che mi rimaneva di spalle. Non si muoveva per niente. Pensavo fosse viva, non lo seppi subito che era morta, non me lo dissero in quel momento”. Poi quand’è che ha saputo che Verdiana non era viva? “Lì, quando ero ricoverata all’ospedale Maggiore. Me lo dissero lì”. Ha memoria di qualche viso che le rimase impresso nella sala d’aspetto prima dell’esplosione? “No, no. Si parlava fra noi, non è che si stava a guardare chi arrivava. Vedevo di fronte a me diverse persone”. Ricorda qualche odore particolare, per esempio di polvere da sparo? “No, no”. Quand’è che lei ha saputo che Maria non si trovava più? “Io l’ho saputo dopo”. Lei si è fatta un’idea, in tutti questi anni, di come possa essere possibile che Maria si sia volatizzata così? Cosa sia successo e come possa scomparire una persona così? Ci ha mai pensato? “Non me lo so spiegare”. E’ mai andata alle celebrazioni del 2 agosto?  “Sì, tutti gli anni”. E non ha mai incontrato qualcuno, in queste occasioni, che le ha detto di essersi trovato lì, dentro la sala d’aspetto di seconda classe come lei, magari accanto a lei?  “No, ho solo visto alcune interviste televisive di persone che si sono trovate lì, quel giorno, e sono rimaste ferite”. Lei è l’ultima persona ad aver visto Maria Fresu viva. Si ricorda che era in piedi, di fronte a lei, a un metro di distanza, prima che esplodesse la bomba. La sua è una testimonianza importante, importantissima. E’ mai stata ascoltata dai magistrati? “No, mai”. Il 6 agosto alle ore 12 lei viene sentita da personale della polizia giudiziaria nel Reparto di Medicina dell’Ospedale Maggiore di Bologna. Le mostro questo verbale che ho qui “Forse saranno venuti, non me lo ricordo più”. Questa è la sua firma? “Si, proprio la mia”. Qui nel verbale lei disse il 6 agosto che il giorno dell’esplosione, il 2 agosto, siete andate tutte nella biglietteria. “Eh, sì, siamo andate tutte. Si andò tutte insieme a vedere gli orari”. Qui nel verbale dice che, dopo essere andate nella biglietteria, siete entrate nella sala d’aspetto per attendere l’arrivo del treno e vi siete sedute nel lato sinistro posto di fronte all’ingresso della sala d’aspetto. “Si - dice rileggendo il verbale - Siamo anche andate ad acquistare dei panini… Ricordo che siamo andate tutte insieme e che ci dissero che il treno era in ritardo. Poi andammo in sala d’aspetto. Quando esplose la bomba eravamo tutte insieme in sala d’aspetto ad attendere l’arrivo del treno” Sarebbe importante ricostruire il punto in cui eravate sedute. Lei si ricorda che entraste nella sala d’aspetto dai binari? “Sì, mi sembra dai binari. C’era questa sala d’aspetto che mi ricordo enorme, enorme”. Eravate addossate alla parete di sinistra? “No, a una parete no. Mi sembra si era un po’ in dentro, però non tanto distante dalla porta. Vedevo la fine della sala d’aspetto.  Lei che danni ha riportato nell’esplosione? “Ho avuto un collasso polmonare. I timpani sono saltati. E me li hanno ricostruiti utilizzando la pelle qui, della mano. Poi ho avuto alcune bruciature, ustioni, qui, sulla gamba sinistra. Ferite sulle gambe e mi hanno estratto alcune schegge di legno… Mi fa tanto male ricordare. Dover ritornare al passato mi pesa”, sussurra Silvana Ancillotti fermando il suo viaggio a ritroso nel tempo e cercando di gettarsi alle spalle i ricordi, tremendi, di quel 2 agosto ‘80.

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    Perché dobbiamo temere il biossido di titanio nei nostri cibi

    Nelle salse cremose, nei formaggi e nei dolci soffici che ogni giorno consumiamo ci sono, nella maggior parte dei casi, anche se non sempre ce ne accorgiamo, un gran numero di coloranti, addensanti e additivi. Si tratta per lo più di componenti aggiunte volontariamente dall'industria alimentare per rendere il prodotto più appetibile ai nostri occhi. In alcuni casi parliamo di particelle ingegnerizzate di piccolissime dimensioni come il biossido di titanio (anche conosciuto come E171) il cui utilizzo è oggetto di studi e controversie.Già noto e contestato per l'utilizzo diffuso nelle creme solari ma anche nelle protesi dentarie e diversi cibi, l'E171 viene prodotto in forma nanometrica rappresentando così un rischio nel rischio in quanto più insidioso. Il dibattito sui pericoli è oggi più che mai controverso. Non ci sono dubbi, ad esempio, sulla sua pericolosità quando viene respirato visto che, nel 2006, in caso di inalazione, è stato definito “possibile cancerogeno per l'uomo” dalla Iarc.Sulle possibili conseguenze relative all'ingerimento, invece, le informazioni sono quasi nulle. C'è, però, una ricerca firmata nel 2017 dall'Istituto nazionale francese per la ricerca agronomica (Inra) che ha evidenziato come, per la prima volta, un'esposizione cronica al biossido di titanio, tramite ingestione, provochi “stadi precoci di cancerogenesi”.Lo studio ha poi portato il governo francese a sospendere l'immissione sul mercato di tutti i prodotti che contengono questo additivo, a partire da gennaio 2020. L'Europa, dal canto suo, non ha ancorato mostrato segnali di reazione tangibili.I rischi risultano addirittura amplificati se le particelle sono nanometriche, perché proprio le dimensioni ridottissime consentono di penetrare fin nelle cellule danneggiandole e coinvolgendo persino il Dna. Per il consumatore, del resto, non è possibile evitarle, considerata la difficoltà nel riconoscerle.Una controversia legislativa complica ancor di più tutto il discorso. L'articolo 18 del Regolamento UE 1169/2011 prevede infatti che tutti gli ingredienti presenti sotto forma di nanomateriali debbano essere espressamente dichiarati in etichetta, mentre il 1363/2013 esclude questo obbligo per i nanoingredienti di additivi autorizzati, come nel caso del biossido di titanio.Per verificare se la presenza dell'additivo si limita alle quantità dichiarate dall'etichetta o è presente in cristalli in forma nano e micro, Il Salvagente ha portato in laboratorio 12 prodotti tra snack, confetti al cioccolato e alle mandorle, gomme da masticare e compresse farmaceutiche, con risultati poco rassicuranti.Circa metà dei campioni analizzati hanno infatti confermato la presenza di E171 anche nelle morfologie più pericolose che il cristallo di biossido di titanio può assumere, ad esempio in forma di anatasio. Grazie alla tecnica innovativa messa a punto dai laboratori è stato possibile misurare le dimensioni delle nano e micro particelle; i ricercatori hanno così scoperto che, in seguito all'ingerimento del prodotto, una quantità non indifferente di E171 invade l'organismo e produce conseguenze tossicologiche molto difficili da quantificare.Intervistato in merito ai risultati dell'inchiesta, il professor Manzo della Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l'Università di Pavia ha dichiarato che “una sostanza in dimensione infinitesima spesso acquista anche proprietà biologiche che altrimenti non eserciterebbe. In molti casi aumenta la reattività biologica, e ciò comporta interferenze nei processi cellulari, capacità di promuovere reazioni infiammatorie, interazioni con componenti del sistema immunitario e altri effetti che possono avere conseguenze sfavorevoli, specie se il contatto con l'organismo è prolungato nel tempo. Inoltre, proprio per le minute dimensioni, le nanoparticelle (che sono 10mila volte più piccole di un capello) attraversano le membrane delle cellule e vengono più facilmente assorbite attraverso l'apparato respiratorio ed anche per ingestione”.

  • Sbaglia aereo e si ritrova in un'altra città
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    Sbaglia aereo e si ritrova in un'altra città

    Aveva comprato un biglietto aereo per andare a Cagliari ma si è ritrovato a Bari. Furibondo, il passeggero ha iniziato a urlare e a inveire contro il personale. Il suo sfogo, fatto di insulti e parolacce, è stato ripreso da un altro passeggero. L'uomo, cagliaritano, si trovava a Pisa e per una serie di errori e distrazioni si è imbarcato sul volo Ryanair sbagliato: invece di arrivare nel capoluogo sardo è atterrato nella città pugliese. "Fatemi scendere da questo ca... di aereo", grida. "Come è possibile che mi avete fatto imbarcare. Come ho sbagliato io? Come avete fatto a farmi passare? Avete passato il mio passaporto... Mi avete pure fatto pagare 20 euro in più perché mi si è rotta la busta", continua. "Ho un amico che sta male, devo andare a Cagliari", afferma ancora aggiungendo di non avere più soldi (per prendere un altro aereo, a quel punto): "Ho speso 400 euro".

  • Allo zoo Lincoln Park di Chigago è nato Kapuki, un rinoceronte nero
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    Allo zoo Lincoln Park di Chigago è nato Kapuki, un rinoceronte nero

    Il Lincoln Park Zoo di Chicago festeggia la nascita di un rinoceronte nero, una specie a rischio estinzione. "Dopo 15 mesi di gravidanza e un travaglio relativamente veloce, siamo entusiasti di annunciare che Kapuki ha partorito", ha annunciato lo zoo nel primo di una serie di tweet con foto allegate per aggiornare sullo stato di salute di mamma a piccolo. Lo zoo ha tenuto a far sapere che vengono monitorati a distanza ma che ci sono veterinari sempre pronti nel caso di necessità. The calf continues to surpass milestones! Animal care continues to monitor from afar as Kapuki cares for the calf. Since last night, the calf has been observed nursing several times. The first 48 hours of a calf's life are critical and we remain cautiously optimistic. rhinowatch pic.twitter.com/3X7JxxEoxm — Lincoln Park Zoo (@lincolnparkzoo) 20 maggio 2019 Secondo la World Wildlife Foundation nel mondo sono rimasti meno di 5.500 rinoceronti neri. Il rinoceronte nero (nome scientifico Diceros bicornis, perché possiede due corni) è in realtà grigio ed è originario delle regioni pianeggianti dell'Africa. È un animale solitario e aggressivo quando in difficoltà. Il maschio può pesare fino a 1.400 chilogrammi e il corno esterno, quello più grande, può arrivare a 140 centimetri.

  • "Daenerys ha preso il mio cuore"
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    "Daenerys ha preso il mio cuore"

    "Trovare le parole per scrivere questo post mi ha travolto, soprattutto perché vorrei dire tantissime cose ma mi sembrano così poche le parole rispetto a tutto quello che questa serie e Dany hanno significato per me". Il 'Trono di Spade' è finito. 'Games of Thrones' ha visto il suo epilogo. Tra chi è ancora stordito da quanto è successo nell'episodio finale e chi è in crisi di astinenza, in queste ore di addii da una parte e delusione di alcuni fan dall'altra, Emilia Clarke affida a Instagram, pubblicando una foto con il cast, le parole per ringraziare un'esperienza che l'ha coinvolta e l'ha vista protagonista per 8 stagioni. Daenerys, madre dei draghi, "ha preso tutto il mio cuore. Ho sudato sotto il fuoco del drago, versato moltissime lacrime per tutti quelli che hanno lasciato la nostra famiglia così presto e ho dato l'anima per essere Khaleesi e le sue parole, le sue azioni, la sua giustizia" scrive. "'Game of Thrones' mi ha plasmato come donna, come attore e come essere umano. Avei voluto che il mio papà fosse qui adesso, per vedere quanto lontano abbiamo volato". Poi, il ringraziamento ai fan: "Siete magici e vi devo tanto. Senza di voi, non ci saremmo noi. E ora il nostro tempo è finito".

  • Uccide il padre, Deborah torna libera: “Stava per strozzare mia madre”
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    Uccide il padre, Deborah torna libera: “Stava per strozzare mia madre”

    Pur rivelando che il padre è sempre stato un violento con le donne di casa, la 19enne Deborah Sciacquatori non si dà pace per averlo ucciso.