In 25 anni l'Italia perderà oltre 4 milioni di abitanti?

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Il 9 giugno, ospite alla Repubblica delle Idee di Bologna, l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi ha commentato il calo demografico del nostro Paese, dicendo che "in 25 anni l'Italia perderà la popolazione dell'Emilia-Romagna". Ma è davvero così? Abbiamo verificato. Quanti siamo oggi in ItaliaSecondo i dati più aggiornati dell'Istat, al 1° gennaio 2019 in Italia vivevano quasi 60 milioni e 400 mila persone, oltre 90 mila in meno rispetto all'anno precedente. È il quarto anno consecutivo che la popolazione nel nostro Paese cala: la causa principale è soprattutto il bilancio negativo tra il numero delle nascite e quello dei decessi.Nel 2018, infatti, i morti sono stati 187 mila in più delle nascite, un divario compensato grazie agli immigrati provenienti dall'estero (+190 mila). Ma le operazioni di riordino delle anagrafi (dovute per esempio ai fenomeni migratori interni) segnano comunque una diminuzione complessiva di 93 mila unità. In crescita è la componente straniera della popolazione residente, che al 1° gennaio 2019 contava oltre 5 milioni e 200 mila cittadini.Come spiega l'Istat, uno dei problemi è che si fanno "meno figli e sempre più tardi". La fecondità è rimasta stabile – ogni donna in Italia fa in media 1,32 figli – ma si colloca, secondo i dati Eurostat, agli ultimi posti in Europa, davanti solo a Spagna e Malta.Il numero di nascite da madre italiana è invece in continua discesa: nel 2018 i nati sono stati quasi 360 mila, 8 mila in meno rispetto all'anno precedente. Anche le nascite da cittadine straniere sono in calo, seppure minore. Circa 91 mila nuovi nati nel 2018 avevano la mamma straniera, un migliaio in meno rispetto al 2017.Alla riduzione della popolazione fino ai 14 anni (-420 unità dal 2015 a oggi) è corrisposta una crescita in termini assoluti e relativi del numero di anziani over 65: oggi sono circa 14 milioni, quasi un quarto della popolazione totale. Quanti saremo tra 25 anniIl quadro attuale sull'andamento demografico in Italia non è dunque dei più incoraggianti. E lo stesso vale per le previsioni future. Nel report Il futuro demografico del Paese – pubblicato il 3 maggio 2018 – l'Istat stima che nel 2045 la popolazione residente in Italia sarà pari a 59 milioni, e poco più di 54 milioni nel 2065. Nei prossimi 25 anni, rispetto al numero attuale di cittadini, il calo sarebbe di quasi un milione e mezzo e di quasi 6 milioni e mezzo nei prossimi 45 anni.A un primo esame, la dichiarazione di Prodi appare dunque esagerata: dal momento che al 1° gennaio 2019 in Emilia-Romagna vivevano quasi 4,5 milioni di persone, il calo stimato dall'ex presidente del Consiglio sembra essere tre volte maggiore di quanto previsto dall'Istat. In realtà le cose sono un po' più complicate di come sembra. Prevedere il futuroCome spiega la Nota metodologica del rapporto Istat, fare previsioni sul futuro non è mai semplice, per di più in ambito demografico. I fattori da prendere in considerazione sono infatti molti e diversi tra loro, passando dai tassi di mortalità e di fertilità agli andamenti dei movimenti migratori. Per questo motivo, le stime fornite hanno sempre un grado di incertezza e non sono mai sicure al 100 per 100.La metodologia alla base delle previsioni Istat – ideata da un gruppo di lavoro dell'istituto, in collaborazione con l'Università Bocconi di Milano e quella di Oxford nel Regno Unito – fornisce dunque diversi scenari. Quello mediano è considerato il più probabile, ed è in questo che l'Istat stima un calo di quasi un milione e mezzo di abitanti da oggi ai prossimi 25 anni.I risultati però diventano tanto più incerti quanto più ci si allontana dal presente in cui ci troviamo. Se si guardano le stime nel dettaglio, si scopre quindi che per il 2045 le previsioni Istat sono comprese* in una forbice che varia da una popolazione residente di quasi 55 milioni e 300 mila cittadini a una di quasi 62 milioni e 900 mila.In uno scenario più incerto e meno probabile è dunque possibile che la popolazione in Italia cali nei prossimi 25 anni di quasi 5 milioni di unità, un numero persino maggiore della popolazione attuale dell'Emilia-Romagna. ConclusioneL'ex presidente del Consiglio Romano Prodi ha ragione a sottolineare che i dati demografici dell'Italia sono preoccupanti, ma esagera quando dice che in 25 anni la popolazione del nostro Paese diminuirà di quasi 4,5 milioni di abitanti, ossia il numero di quelli che oggi vivono in Emilia-Romagna.Secondo lo scenario più probabile previsto dall'Istat, entro il 2045 il calo sarà più contenuto (-1,4 milioni) mentre raggiungerà la stima fatta da Prodi nel 2065. È comunque vero che queste stime hanno diversi gradi di incertezza: secondo uno scenario meno probabile, è possibile che nei prossimi 25 anni la diminuzione della popolazione sia più marcata, arrivando addirittura alla cifra citata dall'ex Presidente del Consiglio.*Parametri: Anno 2045 > Tavola

Il 9 giugno, ospite alla Repubblica delle Idee di Bologna, l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi ha commentato il calo demografico del nostro Paese, dicendo che "in 25 anni l'Italia perderà la popolazione dell'Emilia-Romagna". Ma è davvero così? Abbiamo verificato.

Quanti siamo oggi in Italia

Secondo i dati più aggiornati dell' Istat , al 1° gennaio 2019 in Italia vivevano quasi 60 milioni e 400 mila persone, oltre 90 mila in meno rispetto all'anno precedente. È il quarto anno consecutivo che la popolazione nel nostro Paese cala: la causa principale è soprattutto il bilancio negativo tra il numero delle nascite e quello dei decessi.

Nel 2018, infatti, i morti sono stati 187 mila in più delle nascite, un divario compensato grazie agli immigrati provenienti dall'estero (+190 mila). Ma le operazioni di riordino delle anagrafi (dovute per esempio ai fenomeni migratori interni) segnano comunque una diminuzione complessiva di 93 mila unità. In crescita è la componente straniera della popolazione residente, che al 1° gennaio 2019 contava oltre 5 milioni e 200 mila cittadini.

Come spiega l'Istat, uno dei problemi è che si fanno "meno figli e sempre più tardi". La fecondità è rimasta stabile – ogni donna in Italia fa in media 1,32 figli – ma si colloca , secondo i dati Eurostat , agli ultimi posti in Europa, davanti solo a Spagna e Malta.

Il numero di nascite da madre italiana è invece in continua discesa: nel 2018 i nati sono stati quasi 360 mila, 8 mila in meno rispetto all'anno precedente. Anche le nascite da cittadine straniere sono in calo, seppure minore. Circa 91 mila nuovi nati nel 2018 avevano la mamma straniera, un migliaio in meno rispetto al 2017.

Alla riduzione della popolazione fino ai 14 anni (-420 unità dal 2015 a oggi) è corrisposta una crescita in termini assoluti e relativi del numero di anziani over 65: oggi sono circa 14 milioni, quasi un quarto della popolazione totale.

Quanti saremo tra 25 anni

Il quadro attuale sull'andamento demografico in Italia non è dunque dei più incoraggianti. E lo stesso vale per le previsioni future. Nel report Il futuro demografico del Paese – pubblicato il 3 maggio 2018 – l'Istat stima che nel 2045 la popolazione residente in Italia sarà pari a 59 milioni, e poco più di 54 milioni nel 2065. Nei prossimi 25 anni, rispetto al numero attuale di cittadini, il calo sarebbe di quasi un milione e mezzo e di quasi 6 milioni e mezzo nei prossimi 45 anni.

A un primo esame, la dichiarazione di Prodi appare dunque esagerata: dal momento che al 1° gennaio 2019 in Emilia-Romagna vivevano quasi 4,5 milioni di persone, il calo stimato dall'ex presidente del Consiglio sembra essere tre volte maggiore di quanto previsto dall'Istat. In realtà le cose sono un po' più complicate di come sembra.

Prevedere il futuro

Come spiega la Nota metodologica del rapporto Istat, fare previsioni sul futuro non è mai semplice , per di più in ambito demografico. I fattori da prendere in considerazione sono infatti molti e diversi tra loro, passando dai tassi di mortalità e di fertilità agli andamenti dei movimenti migratori. Per questo motivo, le stime fornite hanno sempre un grado di incertezza e non sono mai sicure al 100 per 100.

La metodologia alla base delle previsioni Istat – ideata da un gruppo di lavoro dell'istituto, in collaborazione con l' Università Bocconi di Milano e quella di Oxford nel Regno Unito – fornisce dunque diversi scenari. Quello mediano è considerato il più probabile, ed è in questo che l'Istat stima un calo di quasi un milione e mezzo di abitanti da oggi ai prossimi 25 anni.

I risultati però diventano tanto più incerti quanto più ci si allontana dal presente in cui ci troviamo. Se si guardano le stime nel dettaglio, si scopre quindi che per il 2045 le previsioni Istat sono comprese * in una forbice che varia da una popolazione residente di quasi 55 milioni e 300 mila cittadini a una di quasi 62 milioni e 900 mila.

In uno scenario più incerto e meno probabile è dunque possibile che la popolazione in Italia cali nei prossimi 25 anni di quasi 5 milioni di unità, un numero persino maggiore della popolazione attuale dell'Emilia-Romagna.

Conclusione

L'ex presidente del Consiglio Romano Prodi ha ragione a sottolineare che i dati demografici dell'Italia sono preoccupanti, ma esagera quando dice che in 25 anni la popolazione del nostro Paese diminuirà di quasi 4,5 milioni di abitanti, ossia il numero di quelli che oggi vivono in Emilia-Romagna.

Secondo lo scenario più probabile previsto dall'Istat, entro il 2045 il calo sarà più contenuto (-1,4 milioni) mentre raggiungerà la stima fatta da Prodi nel 2065. È comunque vero che queste stime hanno diversi gradi di incertezza: secondo uno scenario meno probabile, è possibile che nei prossimi 25 anni la diminuzione della popolazione sia più marcata, arrivando addirittura alla cifra citata dall'ex Presidente del Consiglio.

*Parametri: Anno 2045 > Tavola