E' morto Vincent Lambert, simbolo della lotta per il fine vita

REUTERS/Philippe Wojazer

Si è spento Vincent Lambert, il 42enne tetraplegico in stato vegetativo da 11 anni diventato in Francia il simbolo della lotta per il fine vita. Lo ha annunciato la famiglia dell'uomo, che era ricoverato in un ospedale di Reims, nel Nord della Francia, dopo un incidente d'auto nel 2008.


I genitori: “Un crimine di Stato”

Pierre e Viviane Lambert, i genitori di Vincent, hanno denunciato in un comunicato che loro figlio è stato “ucciso dalla ragion di Stato e da un medico che ha rinunciato al giuramento di Ippocrate”.

“E' il momento del lutto e del raccoglimento - scrivono i genitori di Lambert - ma è anche il momento della meditazione su questo crimine di Stato".

Per tutti questi anni i genitori di Lambert, molto religiosi, hanno cercato di tenere in vita il figlio contro il parere dei medici e le sentenze dei tribunali. La maggior parte degli altri familiari, a partire dalla moglie Rachel (custode legale dell'uomo), erano invece schierati per l'arresto delle terapie, così come i sanitari che lo avevano in cura e il suo medico curante.

In Francia il caso ha dato luogo a un acceso dibattito fra i difensori a oltranza della vita, anche in condizioni vegetative, e chi ha parlato di accanimento terapeutico e sostenuto l'opportunità di porre termine al calvario dell'uomo, un ex infermiere psichiatrico padre di una bambina di 11 anni.

Dopo l'ultima decisione dei giudici, i medici avevano sospeso cure e alimentazione. Il medico curante dell'ospedale di Reims aveva avviato lo stop alle cure il 2 luglio, con efficacia 3 luglio, dopo il via libera della Cassazione arrivato il 28 giugno. Il protocollo medico ha previsto l'arresto dell'idratazione e della nutrizione e una "sedazione profonda e continua".

Da lunedì i genitori del 42enne si erano di fatto arresi definendo ormai "inevitabile" la morte del figlio.

LEGGI ANCHE: Inizia l’eutanasia per Vincent Lambert. La madre: “Siete dei mostri”