La partita del commissario Ue. L'Italia vuole un economico, già prenotato dai Paesi nordici

Angela Mauro

“Per essere attivi e svolgere il ruolo che ci spetta in Europa, il Governo italiano deve saper proporre e ottenere un commissario con una delega qualificata in campo economico: al Commercio, all’Industria, al Mercato interno, agli Affari economici e alla Concorrenza”. All’Assemblea annuale di Confindustria Vincenzo Boccia va dritto al punto che, dopo le europee, misurerà la capacità del governo gialloverde di incidere nella politica europea. Un punto che già ora sembra dolente, perché, secondo gli schemi che girano a Bruxelles, i portafogli che hanno effetti reali in materia di conti pubblici – a partire dagli Affari Economici fin qui gestiti dal francese Pierre Moscovici - verranno assegnati ai paesi nordici, quelli più rigoristi, quelli che più hanno attaccato l’Italia nei mesi dello scontro con Bruxelles sulla manovra economica, quelli che più temono le conseguenze sulla zona euro di un’Italia con i conti in disordine, il debito fuori controllo, la crescita  nulla.

L’allarme di Boccia arriva dritto nelle stanze del governo. Luigi Di Maio dice che l’Italia punta al “commissario all’industria e al commercio interno per riappropriarsi del ruolo che ci consenta di orientare politica industriale europea”. Ma il vicepremier pentastellato non cita il portafoglio degli Affari Economici, evidentemente conscio che per l’Italia si tratta di una richiesta irrealistica. Il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti smentisce ancora una volta di essere in corsa per la carica di commissario ma specifica: “Le commissioni economiche sono due, o tre, o quattro: sono quelle in cui l’Italia dovrebbe giocare la partita”.

Insomma, Confindustria lancia un allarme che sbatte sull’impotenza del governo gialloverde. Perché a livello politico il Belpaese si proietta fuori dal giro di alleanze che si struttureranno dopo le europee a Bruxelles: isolato. Il Ppe, dato ancora come primo partito, punta ad un’alleanza con i socialisti, i liberali...

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