"Quando sono nati i miei due bambini non sentivo nulla. Ero solo stanca"

HuffPost

“Avevo paura di non farcela, avevo paura di non riuscire a dare supporto a due estranei. Io non ho problemi a dirlo: per i primi tempi, dicevo alla dottoressa, ‘io non sento nulla’, avevo solo voglia di dormire. Sono due estranei, perché un compagno, un marito, vuole mangiare mangia, non vuole mangiare non mangia. Bambini che dipendono da te, che li hai cercati, che li hai voluti, sei la loro mamma… Io avevo paura di non farcela. E sono crollata, al livello di graffiarmi a sangue la faccia. E i miei bambini buonissimi, dormivano tutta la notte e io non dormivo. Ho avuto un crollo psicologico, qualcuno dice depressione post parto, qualcuno dice baby blues, io ero solo stanca”.

Valentina Persia, 48 anni, ha raccontato a “ Vieni da me ” su Rai1 la sua esperienza di mamma single.

“Non è stato semplice. In Italia si crea un po’ di tabu quando una donna comunica che ha difficoltà a crescere i suoi figli da sola, perché io sono una mamma single. Si tende sempre a vedere il bello della gravidanza: il ciondolo con il suono dell’angelo, il primo corredino, la prima volta che te lo mettono sulla pancia, seno, capelli, “quando li metteranno sul tuo petto sentirai...”. Io non ho sentito niente, io mi sentivo inadatta, a gennaio li ho partoriti, inferiate alle finestre, donna di 43 anni abituata a viaggiare, spostamenti, autografi, contratti, la gente che ti riconosce dappertutto. E era da sola, con il seno di fuori tutto il giorno, gennaio, tira latte, davanti a un muro, da sola, non ti potevi girare perché non avevi di fianco nessuno. Sapevo a cosa sarei andata incontro ma non sapevo che sarebbe stata così difficile”.

La comica e attrice, diventata famosa negli anni 90 grazie alla sua partecipazione a La sai l’ultima?, non ha vissuto serenamente i primi mesi dopo il parto.

“Io non mi sono fatta prendere dai consigli ansiogeni, ho stoppato tutto. Ed è stata la pediatra dei miei figli, la dottoressa Gobbi, a salvare i miei figli e salvare me...

Continua a leggere su HuffPost